Coronavirus, Rigoli: «Il virus si sta spegnendo e circola meno, e i positivi sono meno "infettanti"»

Spiega il primario di microbiologia dell'ospedale di Treviso nel corso del punto stampa del Governatore Zaia: «Io so che adesso il virus è meno virulento e circola meno. Oggi siamo sereni, questi dati sono molto tranquillizzanti. Non so però cosa succederà in futuro»

Il dottor Rigoli nel corso del punto stampa odierno

«Siamo arrivati a quota 871.027 tamponi realizzati. Le persone in isolamento sono 896, i positivi sono 19.238. I ricoverati sono 224, di cui 12 in terapia intensiva. I dimessi sono 3.540. I morti in ospedale sono 1.423, che salgono a 2.002 considerati quelli extra-ospedale. Lunedì siamo pronti per presentare le linee guida per trasporti e case di riposo. Oggi il dottor Rigoli, primario di microbiologia dell'ospedale di Treviso, vi dirà delle cose che nessuno sa. Ve lo spiego in parole povere: la persona si fa il tampone, che deve essere processato, e poi in laboratorio si "amplifica" il virus per capire se c'è. Se il virus fosse uno squalo noi amplificandolo sappiamo che rete utilizzare per catturarlo, e sappiamo anche che oltre le 27 riduzioni di maglia le acque sono "balneabili" perché lo squalo si è trasformato in tanti piccoli pesciolini innocui»: queste le parole di Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, nel corso del consueto punto stampa giornaliero.

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Roberto Rigoli

La spiegazione del dottor Roberto Rigoli, primario del reparto di Microbiologia dell'ospedale di Treviso: «Questi sono dati preliminari, a cui hanno partecipato altri dottori della provincia. Noi per andare a cercare il virus lo "amplifichiamo", e ogni volta raddoppiamo la presenza del virus. Per capirci: se cerchiamo un ago nel pagliaio diventiamo matti, ma se lo "amplifichiamo" dopo venti o trenta amplificazioni avremo mille aghi e sarà più facile trovarne uno. Se la positività mi arriva presto e con pochi amplificazioni vuol dire che abbiamo tanto virus ed è potente, al contrario ce n'è poco e debole Abbiamo preso circa 60.000 tamponi dal primo giugno, e abbiamo avuto solo 210 positivi tra cui alcuni ri-positivizzati, e di questi 210 ne abbiamo 199 a ciclo alto, ovvero che diventano positivi tardi e che quindi quasi certamente non sono infettanti e solo 11 in cui il virus si trova dopo poche amplificazioni, di cui 7 sintomatici e 4 asintomatici ma solo 3 sono considerabili "preoccupanti" mentre gli altri sono leggeri. Ciò vuol dire che abbiamo pochissimi positivi, e di questi pochi iniziamo a porci il problema se sono veramente positivi o se sono "falsi positivi" e quindi se sono reali o meno. Inoltre i positivi asintomatici con un ciclo molto alto molto probabilmente non sono contagiosi. Il Veneto continuerà per questa strada e non solo monitorerà i positivi ma distinguerà chi potrebbe non essere infettanti da quelli infettanti. In poche parole il virus si sta spegnendo, e noi dobbiamo andare a verificare le singole positività. Io so che adesso il virus è meno virulento e circola meno. Oggi siamo sereni, questi dati sono molto tranquillizzanti. Cosa succederà in futuro? Non glielo so dire, ma ci sono tre ipotesi: il virus torna virulento come prima, ma mi pare abbastanza difficile; torna con "regolarità" come il virus dell'influenza, e quindi anche gestibile; non torna come avvenuto per la Sars, con cui peraltro ha alcuni punti in comune dal punto di vista della struttura. Sia chiaro che tutte le microbiologie d'Italia fanno questa amplificazione, noi mettiamo solo in discussione certi elementi. Ho lottato per avere reagenti per tutti in tutto il Veneto. I dati del Veneto sono succulenti per tutto il mondo, ricordatevelo. È nel nostro stile dire le cose come stanno e mettere i dati a disposizione di tutti, e a volte questa trasparenza ci ha fregato».

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