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Cura del dolore, Madre Teresa di Calcutta è il 5° ospedale in Italia

I risultati del progetto In-Dolore, un'indagine condotta dall'associazione Cittadinanzattiva - tribunale per i diritti del malato e del cittadino, che su questo tema ha sottoposto ad un accurato screening 46 nosocomi

L'ospedale di Schiavonia "Madre Teresa di Calcutta" dell'Ulss 17 è il quinto in Italia per l'utilizzo di metodiche all'avanguardia per la prevenzione e il controllo del dolore. Il dato emerge dal progetto In-Dolore, un’indagine indipendente condotta in tutta Italia dall’associazione Cittadinanzattiva - tribunale per i diritti del malato e del cittadino, che su questo tema ha sottoposto ad un accurato screening 46 ospedali di tutta Italia.

L'INDAGINE. Le strutture sono state valutate sulla base di un questionario composto da 50 domande suddivise in due parti: la prima relativa ad aspetti generali dell'ospedale e la seconda con un focus sulle unità operative di Pediatria, Ostetricia-Ginecologia, Ortopedia, Medicina e Pronto Soccorso. Sono state inoltre svolte due interviste guidate a persone ricoverate nei reparti in questione, attraverso un questionario anonimo.

QUINTO POSTO PER L'ULSS 17. "Un piazzamento di eccellenza che parte da lontano - spiega Lamberto Padovan, direttore dell'U.O.C. Anestesia e rianimazione dell'Ulss 17 - già nel 2005 abbiamo avviato un progetto per la gestione del dolore nella fase post operatoria che ha coinvolto i pazienti di ogni reparto e specialità". Fondamentale, inoltre, è stato l'impegno per la formazione: "Negli ultimi anni - racconta Fabrizio Rocca, coordinatore infermieristico - abbiamo gradualmente implementato procedure e strumenti di monitoraggio standard nei diversi reparti, coinvolgendo varie figure professionali nella rilevazione e nel trattamento del dolore".

I SERVIZI E LE DOTAZIONI. Ad innalzare il punteggio dell’Ulss 17 sono state anche alcune dotazioni e iniziative specifiche, a partire dall’offerta del parto indolore mediante analgesia epidurale fornita gratuitamente 24 ore su 24, inclusi i giorni festivi. Grande attenzione al tema della gestione del dolore anche nei pazienti non ricoverati, sul territorio, attraverso il servizio di terapia antalgica. Altre iniziative sono in fase di attivazione. "Ad esempio - racconta ancora Padovan - per alleviare il dolore durante il travaglio senza ricorrere all'epidurale, che ha comunque delle possibili controindicazioni, a breve sarà disponibile anche un sistema basato sull'inalazione di una miscela gassosa analgesica a base di protossido d'azoto, con la possibilità per la donna in travaglio di effettuare autonomamente la sua erogazione".

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