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Si sottopone all'intervento per dimagrire, infermiera rischia la vita

Una veneziana di 55 anni lo scorso ottobre è entrata in clinica a Padova per l'operazione, qualcosa è andato storto: ora è in coma, gravissima

Si è presentata in ospedale a Padova in buone condizioni fisiche, per un intervento che le avrebbe fatto finalmente perdere peso. Ma qualcosa è andato storto, e ora una 55enne veneziana è ricoverata sempre nel nosocomio patavino, ma al reparto di Terapia Intensiva, lottando disperatamente tra la vita e la morte. Come riporta il Corriere del Veneto, la donna di professione fa l’infermiera e negli ultimi anni ha accusato serissimi problemi di peso: era arrivata fino a 170 chili, cure e terapie non erano bastate. Allora ha deciso per l’intervento. Un’operazione che avrebbe dovuto ridurle lo stomaco, non certo metterla in pericolo di vita.

DALL'OPERAZIONE ALLE COMPLICAZIONI. In clinica è entrata lo scorso 26 ottobre, l’intervento sembrava riuscito perfettamente e dopo tre giorni la donna è stata dimessa. Ma dopo esser arrivata a casa l’infermiera ha iniziato a stare male, ha passato due giorni con la febbre a 40 ed è stata nuovamente ricoverata nella stessa clinica, al reparto di Chirurgia. I dottori hanno spiegato al marito che non si era chiuso uno dei punti di sutura interni, causa di una fistola infetta. Le è stato applicato un drenaggio sottocutaneo, le sono stati somministrati vari antibiotici, ma la situazione non è mai migliorata. Anzi, è precipitata.

UN CALVARIO. Alla donna è stata riscontrata una peritonite. È stata operata d’urgenza l’11 dicembre e poi è stata trasferita al reparto di terapia intensiva. Il marito, disperato, ha contattato pure il presidente della Regione, Luca Zaia. Il 30 dicembre l’infermiera ha lasciato la Rianimazione per tornare in reparto di Chirurgia. “Le metteremo a disposizione uno psicologo e un fisioterapista per la riabilitazione” l’assicurazione dei vertici sanitari. Ma la fine dell’incubo è ancora distante. Il 3 gennaio la donna è stata di nuovo male, è stata nuovamente operata per una peritonite e portata in terapia intensiva. La donna ora è in prognosi riservata: “Abbiamo fatto veramente tutto il possibile, non è mai stata abbandonata ed è sempre stata seguita correttamente” assicurano i medici. Ma il marito, oltre che essere naturalmente molto preoccupato, è pure furioso: “Non è possibile ridurre in fin di vita una persona per un intervento che ci è stato consigliato. Hanno distrutto una famiglia e nessuno ha chiesto scusa. Il caso è stato trattato con superficialità”.

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