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 sinistra, Renato Rossi; a destra, Ezio Sancovich

sinistra, Renato Rossi; a destra, Ezio Sancovich

Omicidio Sancovich, Rossi condannato a 30 anni per l'assassinio del manager Moncler

Trent'anni di reclusione per avere premeditato il delitto e avere ucciso per futili motivi questa la condanna convalidata dal gup al 67enne che freddò a colpi di pistola Ezio Sancovich

Trent’anni di carcere per omicidio premeditato, questa la sentenza di condanna convalidata mercoledì dal gup Domenica Gambardella nei confronti di Renato Rossi, 67 anni, originario di Ferrara ma residente a Martellago, nel Veneziano, accusato dell'omicidio di Ezio Sancovich, consulente esterno della ditta Moncler, ucciso a colpi di pistola a Piombino Dese il 1 febbraio del 2016. Non solo, come riportano i quotidiani locali, Rossi è stato condannato anche a risarcire la famiglia di Sancovich con 750mila euro.

L'OMICIDIO. Le riprese delle telecamere avevano già parlato chiaro: Sancovich e Rossi erano stati immortalati insieme dal circuito di videosorveglianza della Pepper Industries di Trebaseleghe, il quartier generale della società che gestisce il marchio Moncler. Poi c'era stata una telefonata al cellulare tra i due, alle 17, il giorno dell'omicidio, a cui aveva fatto seguito l'allontanamento a bordo della Bmw, con l'obiettivo di discutere di lavoro. Infine l'omicidio. Quando la macchina venne trovata a bordo strada, la portiera lato guida era aperta, il tergicristallo e lo specchietto, invece, erano divelti. Al volante c’era il corpo esanime di Sancovich, ancora con la cintura di sicurezza addosso e le mani una sopra l’altra.

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LA CONFESSIONE. Rossi aveva confessato l'omicidio nel corso dell'interrogatorio a cui era stato sottoposto immediatamente dopo i fatti: doveva dei soldi alla vittima, poche migliaia di euro. Aveva però dichiarato che l'arma non era sua, che inizialmente era stato l'interlocutore a puntargliela contro, costringendolo a smontare dall'auto. Una versione dei fatti contestata con decisione dal pm.

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