Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Università, test d'ingresso per 3mila aspiranti medico. Studenti:"Superiamo numero chiuso"

Solo 369 i posti disponibili nelle facoltà di Medicina e Odontoiatria di Padova

Alle 11 di martedì scatterà l'ora X per quasi 3000 mila che tenteranno l'accesso alla facoltà di Medicina e Odontoiatria dell’Università di Padova. Numeri in automento rispetto allo scorso anno (+160): 369 posti disponibili nei corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Odontoiatria.

La prova di ammissione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi dentaria è unica per entrambi i corsi. 60 i quesiti a risposta multipla in 100 minuti: 2 di cultura generale, 20 di ragionamento logico, 18 di biologia, 12 di chimica, 8 di fisica e matematica. Per ogni risposta esatta 1,5 punti, zero punti per ogni risposta non data e una penalità per ogni risposta sbagliata. La graduatoria sarà pubblicata entro 60 giorni.

SUPERIAMO IL NUMERO CHIUSO.

In concomitanza con il test di ingresso di medicina arriva la protesta del sindacato degli studenti. "Quest’anno il corso di laurea di Medicina e Chirurgia ha visto un nuovo taglio da 9224 a 9100 posti - dichiara Riccardo Michielan rappresentante de Il Sindacato degli Studenti nel cda dell'Unipd - già dal mese di giugno, e dopo le conseguenza della sentenza sulla Statale di Milano con un vigore ancora maggiore, il tema del numero chiuso è tornato al centro del dibattito, non solamente rispetto alla situazione di medicina (normata sul piano nazionale) ma anche nei confronti di tante scelte intraprese autonomamente dagli atenei negli ultimi anni su altri dipartiment. Restrizioni all’accesso sulle quali pesa enormemente lo stato di generale definanziamento del sistema universitario nazionale, attaccato da anni di tagli che hanno limitato le possibilità dei singoli atenei in termini di assunzioni e possibilità di investimenti orientati all’ampliamento delle strutture".

LIMITE.

In questo contesto la libertà di scelta di tanti giovani rispetto al proprio percorso formativo è ulteriormente intaccata, in un ragionamento generale sull'Università e la formazione già piegato sulle possibilità occupazionali che i percorsi garantiscono. "In un contesto che già porta a mettere da parte le aspirazioni individuali per poter programmare un futuro quanto più stabile, il test e il numero chiuso costituiscono l'ennesimo e più evidente limite: si tratta di strumenti iniqui, che non valutano realmente la preparazione. La selezione e la restrizione all'ingresso sono rimedi inefficaci e ingiusti che, come dimostra la sentenza di Milano, vanno aboliti e non possono di certo sostituire un piano di assunzioni e di finanziamenti in grado di garantire il diritto costituzionalmente sancito di accedere ai gradi più altri degli studi". prosegue Nicola Pelusi, rappresentante degli studenti in Consiglio di Corso di Medicina e Chirurgia di Padova.

ASSENZA STRUTTURALE.

Rimettere al centro le aspirazioni sul proprio futuro, ma soprattutto gli interessi e sociali e del territorio, su cui riorientare la necessità di investimento pubblico sulla formazione: è questo il caso proprio dell'aspirante medico. La battaglia per l’apertura dei corsi di medicina non può slegarsi da quella generale per un Servizio Sanitario all’altezza delle necessità esistenti nel paese, tenendo insieme anche quella che emerge in queste settimane come una partita fondamentale intorno al tema dell’accesso alla formazione specialistica. "Il giovane medico deve andare incontro ad un'ulteriore strettoia per via dell’assenza di un ragionamento strutturale: oggi sono oltre 16mila gli aspiranti specializzandi, i quali si dovranno contendere appena 6000 contratti di specialità finanziati dai Ministeri, in un quadro di reali esigenze che mostra dei numeri decisamente più preoccupanti, a causa anche del blocco del turn-over e dei piani di assunzione.

ORDINE DEI MEDICI.

Anche l'Ordine dei Medici conferma che stiamo andando incontro ad una continua riduzione del personale medico, che già si palesa nelle strutture sanitarie". conclude Gabriele Gazzaneo, presidente dell'Associazione Studenti Universitari e studente di medicina, "Se non ci sarà un ripensamento delle modalità di accesso al corso di Laurea di Medicina e Chirurgia e del concorso di specialità - attraverso l’aumento del numero delle borse, rispetto al quale ci rivolgiamo anche alle Regioni, e attraverso una programmazione di lungo periodo sui bisogni di salute del nostro Paese - a rischio c'è la salute di tutti. I tempi sono maturi per aprire un dibattito pubblico sul sistema di accesso alla formazione medica per abolire il numero chiuso, e per non sacrificare l'Università sull'altare dei vincoli di bilancio".

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