menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Via il tumore grazie al robot: ora Teresa può riprendere in mano la sua vita

Operazione dei ginecologi di Chioggia, che hanno eseguito l'intervento con il robot Da Vinci all'Angelo di Mestre: "Questa esperienza mi ha permesso di rivedere la mia esistenza"

Il male che l'aveva colpita è stato sconfitto e ora Teresa Milani, di Piove di Sacco, può tornare alla sua vita di sempre. Tutto grazie alla "mano" del robot Da Vinci, e precisamente alle sottilissime estremità su cui sono montati strumenti per tagliare, cauterizzare, suturare: in pratica una potente e precisa estensione del chirurgo, che lo controlla da remoto e lo manovra attraverso una console dedicata. Una microcamera restituisce immagini ad altissima definizione degli organi interni del paziente, così il medico si trova ad operare attraverso le minuscole "mani" del robot, controllando il loro operato su uno schermo e guidandole a compiere movimenti controllati al millimetro impossibili per delle mani vere.

IL CANCRO. "È stato terribile quando l’ho saputo - racconta la donna - un cancro è un cancro e non puoi sapere come finirà. Ma questa esperienza mi ha permesso di rivedere la mia vita. Come dire: non tutti i mali vengono per nuocere. Oggi la mia vita è diversa, penso più a me stessa, mi prendo i tempi necessari per ogni cosa. Un grazie di cuore ai ginecologi di Chioggia che hanno permesso tutto questo". Teresa aveva un carcinoma all’endometrio. In questi casi le strade sono solitamente due: un intervento chirurgico tradizionale, oppure un intervento in laparoscopia. Da circa un anno, però, esiste una terza alternativa, ovvero il robot Da Vinci dell’ospedale dell’Angelo di Mestre: una macchina ultima generazione, acquisito dalla Ulss 12 veneziana con la formula originale, unica in Italia, di un suo utilizzo per tutte le Ulss della provincia di Venezia, quindi anche per Chioggia.

IL ROBOT DA VINCI. "Si tratta di un esempio concreto di sanità messa in rete - ha dichiarato il direttore della Ulss 14, Giuseppe Dal Ben – all’interno della provincia possiamo condividere una strumentazione importante e unica, pur trovandosi fisicamente allocata nell’ospedale di Mestre. Una opportunità operatoria di ultima generazione a cui possono accedere professionisti e pazienti provenienti da altri ospedali". Dopo la conferma della diagnosi, che evidenziava un tumore ben delimitato e quindi adatto per essere rimosso con il robot, si è proposto questo tipo di trattamento chirurgico alla paziente che ha accettato.

I VANTAGGI PER IL PAZIENTE. "Il robot da Vinci – ha spiegato il primario di ginecologia dell’ospedale di Chioggia Luca Bergamini insieme ad uno dei due ginecologi che hanno eseguito l’intervento a Mestre, Sergio Porto - costituisce la frontiera più recente della robotica applicata alla chirurgia e della tecnica detta "videolaparoscopia". In sala operatoria c’era anche il dottor Michele Caramia, più il personale anestesista della sala operatoria di Mestre. Un intervento di questo tipo comporta innumerevoli vantaggi per il paziente come la riduzione del trauma chirurgico e della degenza (solo due giorni di ricovero) e il rapido recupero delle attività quotidiane. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Covid, Zaia: «Veneto rischia di tornare in zona arancione»

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PadovaOggi è in caricamento