Cronaca

Tabaccaio condannato per avere ucciso il ladro: dal web, minacce di morte al giudice

Il popolo degli internauti accanito contro Beatrice Bergamasco, "colpevole" di avere condannato Franco Birolo a 2 anni e 8 mesi ed al risarcimento di 325mila euro alla famiglia

La tabaccheria di Civè posta sotto sequestro per le indagini (fonte: YouReporter)

Commenti feroci, duri attacchi, anche personali, e persino minacce di morte. Sul web, in particolare nel mondo dei social, si è scatenato, in queste ore, un vero e proprio attacco mediatico nei confronti del giudice Beatrice Bergamasco, "rea" di avere condannato Franco Birolo - il tabaccaio di Civè di Correzzola che, il 26 aprile del 2012, uccise con un colpo di pistola il ladro che si era introdotto nel suo negozio - a due anni e otto mesi di reclusione per eccesso colposo di legittima difesa, e al risarcimento di 325mila euro alla famiglia del ladro.

SOLIDARIETÀ A BIROLO. Tanta la solidarietà nei confronti di Franco Birolo, dal mondo della politica, a quello del commercio a quello degli internauti. Contro la condanna espressa dal giudice, si sono schierati anche il governatore del Veneto Luca Zaia, il sindaco di Padova Massimo Bitonci, il leader della Lega Nord Matteo Salvini. Andrea Ostellari, segretario provinciale del Carroccio, ha annunciato per sabato pomeriggio una manifestazione davanti alla tabaccheria con tutti i militanti della Lega. Ma solidarietà al tabaccaio è arrivata anche dall'Italia dei Valori, da Fratelli d'Italia, Confesercenti, Ascom.

ANM VENETO. Ma, su Facebook, e in genereale sui social e in internet, la contestazione della condanna si è trasformata in un accanimento nei confronti del giudice che l'ha decisa. Tant'è che, a sostegno della collega Bergamasco, è intervenuta l'Associazione nazionale magistrati del Veneto, definendola "vittima di una inqualificabile quanto ingiustificata aggressione mediatica" e aggiungendo: "Ha svolto il proprio dovere in autonomia ed indipendenza, applicando la legge, senza farsi condizionare dal clima fazioso che purtroppo circonda processi di questa natura". Anm Veneto "manifesta profonda indignazione per i volgari e beceri commenti nei confronti del giudicante comparsi su Facebook e su altri forum - si legge ancora - i quali dimostrano come la vicenda venga utilizzata senza alcuno scrupolo e vergogna per delle evidenti finalità politiche che nulla hanno a che vedere con l’esercizio del diritto di critica".

ORDINE DEGLI AVVOCATI DI PADOVA. Solidarietà al giudice anche dall'Ordine degli avvocati di Padova: "Beatrice Bergamasco, giudice del tribunale di Padova, è sottoposta in queste ore ad un violento attacco, anche mediatico, di natura personale, conseguente all’esercizio dell’attività giurisdizionale in un procedimento penale per un reato di eccesso colposo in legittima difesa. Il consiglio dell’Ordine degli avvocati di Padova esprime la propria solidarietà nei confronti della dottoressa Bergamasco, che svolge la propria attività quotidiana di giudice nel nostro Tribunale con scrupolo e serietà. In uno Stato democratico la funzione giudicante, soggetta soltanto alla legge, deve potersi svolgere nella piena libertà di coscienza. Le sentenze possono essere criticate e impugnate, senza mai però trascendere i limiti del rispetto delle Istituzioni e delle persone".

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