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Minacciavano le vittime in difficoltà economica: in manette madre e figlio usurai

La vicenda risale all'agosto del 2013, quando una coppia di connazionali residente nella città atestina, non riuscendo ad ottenere un prestito dalle banche, han chiesto e ottenuto la somma di 10 mila euro, dai due indagati

Madre e figlio, C.I. e C.L, entrambi moldavi, di 44 e 25 anni sono stati arrestati dai carabinieri di Este per usura ed estorsione continuata in concorso. La vicenda risale all'agosto del 2013, quando una coppia di connazionali residente nella città atestina, non riuscendo ad ottenere un prestito dalle banche, han chiesto e ottenuto la somma di 10 mila euro, dai due indagati che hanno applicato un tasso mensile del 7%.

MINACCE. L'anno successivo la coppia ha restituito 18mila euro che, però, non sono stati giudicati sufficienti al punto da pretendere ulteriori 3mila euro da saldare entro il febbraio del 2015. La coppia si è però rifiutata e lì sono iniziate le minacce. Nel mese di ottobre 2016 i 3mila euro erano diventati 8mila e nel giugno del 2017 15mila con minacce che aumentavano sempre di tenore.

DENUNCIA. Prima bruciare la casa ed investirli con la macchina, poi rapirgli i figli, addirittura nel periodo che avevano trascorso in Moldavia, farli raggiungere da due uomini sconosciuti per sollecitare il pagamento. Esausti, in preda a crisi di ansia e terrore, i due si sono rivolti ai carabinieri di Este.

INDAGINI. Grazie ad una dettagliata denuncia, all’acquisizione di testimonianze che confermavano le gravi minacce subite, ad indagini patrimoniali che dimostravano i movimenti di denaro ed al profilo delinquenziale dei due soggetti, i militari, coadiuvati dallaAliquota Operativa della Compagnia, coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Rovigo Monica Bombana riuscivano a raccogliere tutti gli elementi per richiedere ed ottenere dal gip del tribunale di Rovigo, Alessandra Martinelli le due misure cautelari in carcere. Il ragazzo, con precedenti per reati contro il patrimonio e gli stupefacenti, è stato accompagnato ala casa circondariale di Rovigo, mentre la madre, con precedenti per reati contro il patrimonio, in quella di Verona.

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