Mercoledì, 16 Giugno 2021
Economia

Coronavirus, Bertin: «Indispensabile vaccinare gli operatori del turismo per favorire la ripartenza»

«I lavoratori di alberghi, ristoranti e bar dovrebbero rappresentare la classe produttiva a cui dare la priorità nelle vaccinazioni, immediatamente seguiti dai lavoratori del commercio al dettaglio, da chi lavora nei supermercati, nei trasporti, nella logistica e nell'ambito dei servizi alla persona, ovvero parrucchieri ed estetisti»

«Quali categorie, se non quelle del turismo, sarebbero le più indicate per garantire un'estate di ripresa in tutta sicurezza?». Se lo chiede il presidente dell'Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin, forte anche delle dichiarazioni del ministro del turismo Garavaglia, che non più tardi di un paio di giorni fa ha evidenziato come il settore abbia perso qualcosa come 28 miliardi e 1,5 punti di Pil.

Vaccinazioni

«In ambienti ministeriali - prosegue Bertin - si vocifera che dovrebbe essere l'Inail a individuare le categorie sulla base di alcuni parametri tra cui il rischio contagio sul posto di lavoro e le indicazioni delle regioni sulla diffusione del covid sul territorio. È però evidente, anche per dare corso all'accelerazione data dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, alla riapertura del turismo, che i lavoratori di alberghi, ristoranti e bar dovrebbero rappresentare la classe produttiva a cui dare la priorità nelle vaccinazioni, immediatamente seguiti dai lavoratori del commercio al dettaglio, da chi lavora nei supermercati, nei trasporti, nella logistica e nell'ambito dei servizi alla persona, ovvero parrucchieri ed estetisti. Non credo sfugga a nessuno che il nostro Paese abbia bisogno del turismo per riprendersi non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto quello sociale. Quando vedo l'Italia paragonata ad altri Paesi, trovo quantomeno curioso proporre il confronto. Si pensi solo al valore del cibo. Da noi, oltre che fattore economico di notevole importanza è soprattutto cultura, declinata in migliaia di variazioni sul tema per cui una pasta, per antonomasia il piatto degli italiani, è diverso non tra regione e regione, ma tra località talvolta della medesima provincia. Io voglio sperare - conclude Bertin - che esaurita la fase della messa in sicurezza delle categorie più a rischio della popolazione (tutti gli over 60, per intenderci), si proceda secondo uno schema "economico". Le grandi aziende sono già state accreditate e dunque potranno procedere autonomamente, ma se c'è una "grande azienda" in questo Paese, questa è il turismo e a questa va data massima priorità. Anche perchè, come dimostra Padova stessa e le nostre città murate, ma più ancora l'area termale, la presenza dei turisti alimenta anche il commercio».

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