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Fim, Fiom e Uilm: «Sdegno e rabbia per l’ennesima morte sul lavoro in provincia di Padova»

I sindacati: «Troppo poco si fa e troppo si lascia correre nelle aziende e nei luoghi dove si lavora! Servono più controlli, più ispettori e più formazione per lo Spisal»

«Fim, Fiom e Uilm di Padova, le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici della provincia uniti manifestano tutto lo sdegno e la rabbia per l’ennesima morte sul lavoro», si apre così la nota unitaria dei sindacati. L'incidente di via Montà ha colpito tutti i lavoratori, la notizia della morte di Pietro Voltan ha riportato, se mai ce ne fosse bisogno, l'attenzione sul dramma delle morti sul lavoro. 

Voltan

«Ieri Pietro Voltan - spiegano nella nota- è morto durante lo svolgimento del suo lavoro per Acegas Aps a Padova in via Montà mentre il suo collega è rimasto ferito. I due operai erano intenti a lavorare in una buca profonda alcuni metri per il posizionamento di alcuni tubi dell'acquedotto. Mentre erano intenti nel lavoro il terreno circostante ha ceduto e ha investito le due persone, schiacciandole contro la condotta.Pietro è un altro di noi che non è tornato a casa dalla famiglia! Il suo collega è un altro di noi che è in ospedale! Anche in questa occasione non devono essere recitate le solite litanie e le solite ripetizioni su ciò che serve e su ciò che è necessario».

Troppo poco

«Troppo poco si fa e troppo si lascia correre nelle aziende e nei luoghi dove si lavora! Servono più controlli, più ispettori e più formazione per lo Spisal. Questo organismo deve aver la forza di controllare tutti i luoghi di lavoro e coinvolgere di più gli RLS e il sindacato. Gli ispettori devono avere più forza e capacità di entrare nelle aziende per aumentare la cultura del lavoro sicuro, della necessità di un lavoro non scevro da diritti! Le aziende devono investire nella salute e nella sicurezza con quelle tecnologie che permettano di migliorare la realtà dei luoghi di lavoro, non vedendolo come un aumento di costi, ma come investimento proficuo per l'azienda e per la società! Ricordiamo che se i lavoratori sono tutti uguali, i lavori non lo sono. Durante le vertenze per i rinnovi dei CCNL Confindustria e le varie associazioni datoriali si stanno distinguendo per la loro incapacità di uscire dalla logica dei costi sia quando si affrontano i temi della sicurezza, sia quando si parla di formazione, professionalità e salario. Il Covid e la crisi economica non possono essere un alibi: c’è bisogno di aria nuova, di giustizia sociale! La tutela di chi lavora, chi vive di salario o pensione deve tornare ad essere il centro di ogni sforzo collettivo del Paese. Oggi e sempre esprimiamo la nostra vicinanza a tutte le famiglie che piangono un loro caro sacrificato per il profitto di qualcuno».

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