Fratelli d'Italia attacca Massimo Bitonci: «Non replico a chi cambia casacca ogni sei mesi»

«Il continuo tentativo - dichiarano Cappellini e Turrin - le rarissime volte in cui si è visto in consiglio comunale, di gettare fango su tutto ciò che non sia egli stesso, ci pare perfino in contrapposizione con le linee del suo partito»

La consigliera Elena Cappellini e Massimo Bitonci

Il ritorno di Massimo Bitonci in consiglio comunale ha suscitato immediatamente interesse e ha anche subito innescato una polemica. Che non arriva da dichiarazioni da lui rilasciate contro la maggioranza, con la quale chiariamo, non è mai tenero e anche ieri ha evidenziato in cosa le scelte di Giordani e Lorenzoni non lo hanno convinto, ma da una presa di posizione degli alleati di Fratelli d'Italia. Gli ex Libero Arbitrio, da poco confluiti nel partito della Meloni, si sono sentiti tirati in causa da delle parole che Massimo Bitonci ha rilasciato nella serata a pochi cronisti giornalisti. 

Cambi di casacca

Sulle scale di Palazzo Moroni, infatti, gli è stato chiesto cosa ne pensasse dell'azione dell'opposizione in questi mesi. E di lì è partito un ragionamento più complessivo, dopo una battuta fatta sulla politica e il tradimento, un argomento a lui sempre caro. Quindi, quasi per prevenire una polemica che proprio lui, dichiara, «Sono certo sarete bravissimi ad innescare», dice rivolgendosi ai presenti.  «Ma quella che faccio io, se devo rispondere alla domanda sull'operato dell'oppposizione in questi mesi, non è una polemica, ma una constatazione di fatto. Quando vieni eletto con una lista civica che porta il cognome del candidato sindaco che fa un risultato vicino al venticinque per cento, cosa che nella storia di Padova mai è avvenuta, troppo comodo poi passare da una parte all'altra». Non ci sono riferimenti esplciti, va detto, da parte dell'onorevole Bitonci: «Ripeto, non c'è nessuna polemica, riporto quello che sento dire dalla gente, che non apprezza affatto queste cose». 

Fratelli d'Italia

Si sono sentiti subito tirati in causa, i consiglieri comunali Elena Cappellini ed Enrico Turrin, che hanno per questo diffuso questa nota: «Ci sentiamo obbligati a rispondere ai continui attacchi personali portatici dal consigliere Bitonci il quale, invece di elaborare il lutto della sua personale sconfitta , prima con la sfiducia dimostratagli da una consistente fetta della sua stessa maggioranza, poi nelle elezioni comunali del 2017, cerca di scaricare continuamente la colpa sugli alleati e/o su quanti hanno contribuito al risultato della sua Lista civica evitandogli una disfatta peggiore.  Ci preme anche ricordare come il primo ad abbandonare la lista con il suo nome sia stato egli stesso optando (legittimamente) per la Lega. Partito alleato ed amico con i cui esponenti in consiglio comunale abbiamo un ottimo rapporto di fiducia, stima e collaborazione reciproca all'opposizione della Sinistra. Pertanto, il continuo tentativo di Bitonci, le rarissime volte in cui si è visto in consiglio comunale, di gettare fango su tutto ciò che non sia egli stesso, ci pare perfino in contrapposizione con le linee del suo partito e dei suoi colleghi. Ciò indebolisce non tanto noi, ormai avezzi al suo atteggiamento, ma tutto il centrodestra che dovrebbe invece concentrarsi a ricostruire una coalizione vincente per le elezioni comunali del 2022 ed il cui ostacolo maggiore sembra essere Bitonci stesso. Ci rendiamo conto che per puro tornaconto personale egli preferisca la vittoria degli avversari piuttosto di qualcun'altro del centrodestra che possa definitivamente archiviare la sua breve comparsata a Padova, ma non è cosi che si comporta un leader nè è cosi che dimostra di anteporre il bene dei padovani al proprio. Quanto al lamentato "tradimento", fu lo stesso ex primo cittadino a chiederci di aiutarlo a rafforzare, con la nostra candidatura, la sua lista civica, e ciò con il chiaro intento di depotenziare i partiti che lo sostenevano, in primis la Lega. Bitonci, infatti, mal tollera qualunque soggetto - politico o meno -  non dipenda esclusivamente dalla sua persona, e chiunque non si dimostri prono ai suoi voleri diventa automaticamente un oppositore da insultare ed abbattere. Purtroppo per lui, inventarsi un nemico al giorno evidentemente non paga».

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