Tram, incontro a Voltabarozzo: la soddisfazione di Lorenzoni e i dubbi del Comitato No Rotaie

Le posizioni del vicesindaco di Padova e del Comitato No Rotaie dopo il incontro pubblico tenutosi a Voltabarozzo per discutere le varie opzioni del Sir3

Sala piena a Voltabarozzo per il primo incontro pubblico sul tram

«Sala piena a Voltabarozzo per discutere, tutto assieme, di tram, perché la realizzazione del SIR3 si fa sempre più vicina e concreta»: inizia così l'intervento di Arturo Lorenzoni sulla propria pagina Facebook per commentare il primo incontro pubblico a Voltabarozzo per presentare le nove opzioni in ballo.

Arturo Lorenzoni

Prosegue il vicesindaco di Padova: «I tecnici fino ad ora hanno svolto un lavoro eccellente di cui sono veramente soddisfatto, elaborando tracciati alternativi e facendo uno studio molto approfondito. Ora un percorso di ascolto e partecipazione è fondamentale per riuscire ad individuare le migliori soluzioni praticabili sì sul piano tecnico, ma capaci soprattutto di incontrare le esigenze dei cittadini. La nuova linea tranviaria cambierà il volto del quartiere e sarà un’opportunità importante per tutti i residenti. Per noi è importante fin da subito essere presenti, porci in ascolto, saper dare risposte e agire quando necessario per andare incontro alle richieste e alle esigenze di tutte e tutti. Vorrei che il tram non fosse l’opera di qualcuno ma l’opera della e per la città. Per questo cittadine e cittadini devono essere non solo informati costantemente, ma partecipi pienamente nella sua definizione. Questa sera hanno dimostrato di volerlo fare e di volerci essere. Una sala pienissima, molte persone in piedi. Sono proprio soddisfatto. Quella che abbiamo avviato oggi a Voltabarozzo è solo la prima fase di un percorso che sarà lungo e ci porterà a dialogare molto con i padovani e a compiere assieme uno dei passi più importanti della nostra città e della nostra amministrazione, con uno sguardo proiettato al futuro, perché il SIR 3 non è l’unica nuova linea cui lavoriamo».

Comitato No Rotaie

Alla soddisfazione di Arturo Lorenzoni fanno però da contraltare i dubbi del Comitato No Rotaie, come sottolinea la portavoce Liliana Gori: «Sono stati presentati numeri e tabelle per oltre un’ora e mezza, hanno riportato dati parzialmente inesatti dichiarando che in un secondo tempo illustreranno quelli corretti. A cosa è servito quindi convocare pubblicamente i cittadini? Illustrare un progetto SIR3 comunque deciso nel Palazzo e proiettato gelidamente con tabelle incomprensibili e illeggibili dal pubblico al fine di preparare una digestione lenta d’un mezzo invasivo e non riqualificante il quartiere? Ci chiediamo se chi disegna tracciati su mappe non aggiornate abbia fatto una passeggiata non virtuale lungo le strettissime strade in cui il tram su monorotaia vorrebbero che passasse: a pochi centimetri da cancelli e passi carrai, elimineranno buona parte di marciapiede al fine dichiarato di stimolare l’uso di bicilette e monopattini. Tutto ciò senza garanzia di efficacia del SIR3. Preoccupante l’ipotizzato uso del suolo di Via Nani e del relativo parcheggio auto in cui il martedì mattina è presente un mercato. Posti auto in meno per residenti e commercianti? Come interverranno i trattori nelle strette strade in cui ragionevolmente si bloccherà il tram alla luce dei numerosi guasti e traini forzati? Le diapositive illustrate, inoltre, presentavano numerosi pali da installare per il sostegno dei cavi. L’Analisi Multicriteria dagli ingegneri ha evidenziato gravi criticità quali impatto dei cantieri, espropri e parametri trasportistici che contemplano la capacità di trasporto oltre regolarità della linea e domanda servita Siamo intervenuti illustrando le nostre perplessità sui percorsi proposti ma abbiamo percepito che a nulla potrebbe essere servito il coinvolgimento dei cittadini nell’ipotesi che il percorso del SIR3 sia deciso a tavolino. Abbiamo anche rimarcato l’inutilità dell’obsoleto tram su rotaia poiché altre tecnologie più affidabili e più economiche, come il filobus, sono il futuro in parallelo al trasporto elettrico. Una ostinazione - conclude Liliana Gori - su un mezzo pericoloso, con costi elevati di gestione e guasti che non lascia agevolmente comprendere il persistere su questo fallimentare mezzo».

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