Niente campionato quest'anno al Due Palazzi, ma Pallalpiede non si ferma

La squadra del Due Palazzi di Padova sospende la partecipazione alla Terza categoria. La presidente Mottarlini: «Il progetto promuove l'attività sportiva, finalizzata al benessere fisico, psichico e sociale del detenuto. Questo non cambia, che ci sia il campionato o no»

Vista l’emergenza epidemiologica dovuta al virus COVID – 19 e considerate le preoccupazioni che questa situazione causa, il Comitato Regionale Veneto FIGC/LND ha intrapreso una serie di confronti con il Direttore della Casa di Reclusione “Due Palazzi” di Padova Dr. Claudio Mazzeo, unitamente al Presidente della società Pallalpiede Lara Mottarlini e al Delegato di Padova Giampiero Piccoli. In tali occasioni sono stati manifestati timori, condivisi, per eventuali contagi derivanti dall’ingresso di società calcistiche ospiti. «Al fine di salvaguardare la situazione sanitaria all’interno dell’Istituto evitando così qualsiasi rischio connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili si è deciso, congiuntamente, di sospendere la partecipazione della società Pallalpiede al Campionato di 3^ Categoria al quale era regolarmente iscritta per la corrente stagione sportiva». Dall’incontro “in presenza” con gli ospiti dell’Istituto è emersa comunque la volontà da parte di tutti di continuare questo percorso anche se con modalità diverse.

Finalità

Il Comitato Regionale Veneto accompagnerà in questo la Società proponendo iniziative da concretizzarsi in un prossimo futuro nel momento in cui questa emergenza sanitaria permetterà di operare in completa sicurezza. Pallalpiede nasce come progetto comune della LND e del CRV con la società e la Casa di Reclusione. Un progetto altamente formativo e unico in Italia. Per questo il Comitato Regionale Veneto camminerà sempre a fianco della società Pallalpiede.

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Pallalpiede

La presidente, Lara Mottarlini, ha spiegato come andrà avanti in questi mesi: «Noi ci fermiamo ma non significa che il progetto non ci sia più. I ragazzi continuano ad allenarsi ogni martedì e ogni giovedì, se con l'andare avanti dei mesi la situazione dovesse migliorare faremo delle amichevoli invitando qui delle squadre. Fino a quel momento noi continuiamo ad allenarci, proprio adesso l'attività sportiva non può che fare bene. Non è che usciti dal campionato lo sport non ci sia più». Certo i calciatori sono dispiaciuti: «Sanno che non si disputerà il campionato ma si allenano con Mister Fernando Badon e il preparatore atletico Paolo Zussino con grande convinzione e voglia. Per quanto riguarda noi, allenatori e dirigenti, continuiamo a credere nei benefici dello sport. I detenuti anche solo allenandosi, staccano dalla monotonia fisica del carcere». Avrete bisogno di aiuto anche se in questi sei anni ve la siete sempre cavata: «Chiediamo infatti a chi ci è stato sempre vicino di continuare a farlo, oggi più che mai abbiamo bisogno di sostegno».  La presidente non nega che il campionato, la parte agonistica, mancherà e molto a tutti dopo sei anni: «Il progetto promuove l'attività sportiva che è finalizzata al benessere fisico, psichico e sociale del detenuto. Questo non cambia che ci sia il campionato o no». 

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