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Il Presidente Zaia conferma: «Il Veneto resta in zona arancione»

Con il Presidente e l'assessore Manuela Lanzarin, anche il professor Giorgio Palù, presidente dell'agenzia italiana del farmaco (Aifa) al consueto appuntamento dalla sede della Protezione Civile di Marghera

Con Luca Zaia e l'assessore alla sanità Manuela Lanzarin, nell'appuntamento di oggi, 15 gennaio dalla sede della Protezione Civile di Marghera nell'ambito delle comunicazioni sul coronavirus in Veneto, ospite anche il professor Giorgio Palù, presidente dell'agenzia italiana del farmaco (Aifa). 

Bollettino

Zaia ha dichiarato che ci sono stati dei problemi informatici sul bollettino quotidiano. Problemi non sulla raccolta dei dati, che dovrebbero esserci tutti. E quindi la lettura del bollettino delle 8 di questa mattina è stata molto ridotta e si è concentrata solo sui ricoveri dei pazienti Covid, i quali da inizio anno continuano a calare. «Lo scenario però non è tranquillizzante perché siamo circondati da regioni dove invece i dati crescono, regioni che possono anche entrare in zona rossa, nonostante abbiano avuto restrizioni più importanti delle nostre - ha commentato il presidente del Veneto - Quindi invito tutti i veneti a non abbassare la guardia. Io spero che il peggio sia passato, ma nessuno ce lo può garantire. Ci sono degli aspetti ancora inspiegabili e quindi è fondamentale essere prudenti».

Ricoveri

Sui ricoveri, Zaia ha aggiunto che questa mattina ci sono circa 100 posti letto liberi nelle terapie intensive del Veneto. «C'è ancora sofferenza in alcuni territori, penso al Veronese ed anche al Trevigiano - ha aggiunto il governatore - Ed oltre ai pazienti Covid in ospedale, abbiamo più di tremila pazienti Covid che vengono curati a domicilio».

Vaccini

Il professor Giorgio Palù ha poi continuato: «Il virus, l'anno scorso, circolava già da sei mesi prima di febbraio e i cinesi non ce l'hanno detto. Nonostante adesso si senta parlare di tutte le varianti inglesi e sudafricane, il virus resta cinese. E' nato lì». Inevitabile la domanda sull'alto numero di decessi in Veneto: «Ci sono varie ragioni - ha detto Palù - I deceduti Covid in Veneto hanno un'età media di 80 anni». «Il lockdown nazionale di marzo ha impedito la diffusione del virus al Sud. La riapertura estiva generalizzata ha poi peggiorato di nuovo le cose in tutta Italia. Se tutte le regioni facessero gli stessi tamponi rapidi del Veneto, l'Italia intera sarebbe in zona arancione». Infine un commento su Astrazeneca: «I vaccini verranno valutati entro il 29 gennaio. In una significativa coorte di vaccinati, per errore, si era scoperto che la prima dose dimezzata insieme alla seconda dopo quattro settimane aumentavano dal 60 al 95% l'efficacia del vaccino ed è stata chiesto ad Astrazeneca un approfondimento su questo tema. L'agenzia del farmaco inglese li ha già approvati. Noi oggi abbiamo solo Pfizer e Moderna. Il piano Arcuri prevede 41 milioni di dosi Astrazeneca per l'Italia. Spero dunque che l'Ema dia l'approvazione per avere le dosi a disposizione anche da noi. Costano due euro a dose e non hanno la catena del freddo. Al momento però non sono affidabili come quelli di Pfizer e Moderna».“
 

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