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Profughi, Gastaldon: "Accoglienza possibile con finanziamenti statali"

Il vicesindaco di Cadoneghe, candidato alle prossime elezioni regionali torna sulla questione immigrazione: "Non si può dire di no a tutto. L'unica accoglienza solidale è quella diffusa: poche persone in ogni Comune"

Di fronte alla possibilità che in paese si riversasse un centinaio di profughi, il sindaco del Partito Democratico di Vigodarzere, Francesco Vezzaro, venerdì aveva annunciato la sua intenzione di rassegnare le dimissioni (poi ritirate). Il vicesindaco di Cadoneghe, Mirco Gastaldon, a sua volta, alla prospettiva di accogliere immigrati nel territorio comunale a seguito delle ultime ondate di sbarchi, aveva dichiarato: "Diremo di no al Prefetto se l’accoglimento non prevede un’adeguata copertura economica e progetti di integrazione".

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INTEGRAZIONE E FINANZIAMENTI. Gastaldon, candidato alle prossime elezioni regionali, torna sull'argomento: "È possibile accogliere nuovi profughi nei nostri Comuni, ma solo se vengono previsti adeguati progetti di integrazione e finanziamenti e il coinvolgimento nel processo decisionale dei Sindaci. sono gli amministratori locali a metterci la faccia e a rispondere in prima persona ai loro cittadini. Occorrono dunque una strategia, dei progetti concreti e il consenso dei Primi cittadini, e non una risposta di volta in volta improvvisata, a fronteggiare le diverse emergenze".

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ACCOGLIENZA "DIFFUSA". "È importante che i sindaci in questo ambito facciano fronte comune - continua - al di là degli schieramenti politici e senza sfruttare questo disastro umanitario a fini elettorali. Penso soprattutto alla Giunta regionale leghista, che, in mancanza di altri argomenti, basa la sua campagna elettorale solo sulla sua paura del diverso. Non si può dire di no a tutto e correre da soli, come fa la Lega di Bitonci e Zaia, che non volendo accogliere i profughi nei suoi Comuni, pretende di dirottarli altrove. In questo modo tutto ricade sulle spalle di pochi, con ovvie conseguenze sulla sicurezza e contribuendo a far crescere il disagio nei profughi e l’intolleranza tra i nostri cittadini. L’unica accoglienza solidale è l’accoglienza diffusa: poche persone, ma in ogni Comune".

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