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Cronaca Abano Terme

Tangenti, Guardia Finanza ancora da Luca Claudio: "Macchinazione"

Il sindaco di Abano Terme commenta le perquisizioni di mercoledì in quattro aziende e nella sua abitazione. Nel mirino quindici appartamenti che gli sarebbero stati "regalati" in cambio di modifiche ai piani regolatori

"Una chiara macchinazione per costruirmi il vuoto intorno, politico e di relazioni". Sono le parole con cui il sindaco di Abano Terme, Luca Claudio, ha commentato l'ennesima perquisizione della Guardia di Finanza nei suoi confronti. Mercoledì, infatti, le fiamme gialle hanno acquisito diversi documenti da quattro società riconducibili al primo cittadino e dalla sua abitazione privata.

CLAUDIO. "Sono onesto, non esistono regali, né tangenti - ha detto Claudio - a Montegrotto ho iniziato il Pat, ma non l'ho gestito io, bensì l'amministrazione dopo la mia. Se varianti sono state fatte - ha aggiunto - sono passate sotto valutazioni dei tecnici e del consiglio comunale. La mia firma non basta. Sono sereno e spero finisca presto la farsa. La verità - conclude - è che stanno facendo male a me e alle persone a me vicine".

PERQUISIZIONI. L'operazione è scattata nell'ambito del secondo troncone dell'indagine per presunte tangenti alle Terme. L'inchiesta, aperta lo scorso aprile, che portò all'arresto dell'assessore all'Ambiente Ivano Marcolongo e alle dimissioni del sindaco Massimo Bordin a Montegrotto.

"RINGRAZIAMENTI". Nel mirino della finanza, una quindicina di appartamenti, che, secondo gli inquirenti, sarebbero riconducibili al sindaco di Abano Terme. L'ipotesi è che gli siano stati donati per "ringraziarlo" in cambio di modifiche ai piani regolatori. In questa seconda indagine, il primo cittadino risulta indagato per turbativa d'asta e concussione.

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