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Cronaca Abano Terme

"Tangentopoli delle Terme": cinque arresti, tra cui il sindaco di Abano Luca Claudio

Ricostruiti dalla Guardia di Finanza di Padova anni di tangenti su appalti e lavori pubblici. L'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due pubblici amministratori e tre imprenditori. Altri 18 soggetti sono indagati a piede libero. 22 le perquisizioni

Una vera e propria “tangentopoli delle terme” quella portata a galla dall’operazione "Imperator" della Guardia di Finanza di Padova, che giovedì ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip patavino nei confronti di due pubblici amministratori e tre imprenditori, indagati a vario titolo per i reati di concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e riciclaggio. Altri 18 soggetti sono indagati a piede libero nel medesimo procedimento penale. In corso anche 22 perquisizioni domiciliari e locali.

AD APRILE 2015: SCOPPIA LA "TANGENTOPOLI DELLE TERME" - LUGLIO 2015: Finanza in società e a casa di Claudio - L'INCHIESTA SI AMPLIA: Dal verde ai grandi appalti - L'ASSESSORE DI MONTEGROTTO: "Sistema creato da Luca Claudio"

GLI ARRESTATI. Tra gli arrestati, spicca il nome di Luca Claudio, dal 2011 sindaco di Abano Terme, riconfermato all’esito della recente tornata elettorale, e per dieci anni (dal 2001 al 2011), sindaco di Montegrotto Terme. Per lui il gip, tenuto conto della compresenza di tutte le esigenze cautelari (pericolo di inquinamento probatorio, di fuga e di reiterazione del reato), ha disposto la custodia cautelare in carcere. Utile alle indagini dei finanzieri porre sotto la lente d'ingrandimento il patrimonio immobiliare del primo cittadino incongruente con la sua situazione reddittuale. Claudio, alle 13.30 di giovedì ha lasciato la caserma del comando provinciale della Guardia di Finanza per essere portato alla casa circondariale Due Palazzi. Raggiunto da un provvedimento anche "il socio": l'ex sindaco di Montegrotto Massimo Bordin, eletto nel 2011 e dimessosi nel 2015, a seguito del suo coinvolgimento nelle indagini su un presunto giro di tangenti nella manutenzione del verde. Per lui disposti gli arresti domiciliari. Infine, le manette sono scattate per tre imprenditori finiti anche loro ai domiciliari: Massimo Trevisan, ritenuto "prestanome" di Claudio, è a capo di alcune società che - secondo l'accusa - avrebbero fatto transitare le presunte tangenti; Luciano Pistorello, attivo nella manutenzione e nei rifacimenti stradali; Saverio Guerrato, impegnato nell'edilizia pubblica.

VIDEO: La finanza arresta Luca Claudio

LE INDAGINI. Le indagini dei finanzieri del gruppo di Padova hanno consentito di alzare il velo su un vero e proprio sistema tangentizio che ha governato l’affidamento di appalti e lavori pubblici dapprima nel comune di Montegrotto Terme, a partire dal 2008, quando il sindaco Claudio sarebbe stato destinatario di una percentuale varia (dal 10 al 20%) sulle somme liquidate alle aziende che si occupavano della manutenzione del verde pubblico. Sistema “esportato” poi nel comune di Abano Terme nel 2011 e proseguito in quello di Montegrotto grazie al sodale Massimo Bordin passato nel frattempo dalla carica di vice sindaco a quella di sindaco. 

VIDEO: Luca Claudio sale sull'auto della finanza verso il carcere: "Sono innocente, sto bene"

LE AMMISSIONI DEGLI IMPRENDITORI. Numerosi gli imprenditori costretti a pagare per poter lavorare, consapevoli che se non avessero sottostato al “diktat” del sindaco del momento, avrebbero perso importanti opportunità di lavoro, fino a non lavorare più per i due comuni termali. Ben 7 di essi, nel corso delle indagini, hanno confermato di aver pagato tangenti per lavorare. Nei loro confronti è stato ipotizzato il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità, avendo subito una sorta di pressione morale: pagare ovvero accettare la prospettiva di non poter più contare sugli incarichi pubblici, a maggior ragione in epoca di crisi economica e di mercato sostanzialmente fermo. In altri casi, soprattutto in presenza di appalti di maggior importo, è stata invece riscontrata una vera e propria “par condicio contractualis”, ossia un incontro libero e consapevole della volontà delle parti, tra pubblici amministratori infedeli ed imprenditori, in questo caso non “vittime” del sistema ma protagonisti, allo stesso livello dei due primi cittadini. L’accusa è in questo caso di corruzione. 

VIDEO: "Appalti sporchi"

TANGENTI TRA IL 10 E 20%. Diversa, nei due casi prospettati, la tipologia di lavori, ma anche il modo di pagare la tangente, sempre oscillante tra il 10 ed il 20% dell’importo dei lavori stessi. I piccoli imprenditori, quasi sempre gli stessi, operanti per lo più nel settore della manutenzione del verde, settore particolarmente importante trattandosi di località a principale vocazione turistica, si vedevano assegnati i lavori a chiamata diretta ovvero a seguito di gara, a fronte della corresponsione di denaro contante. Il contante era utilizzato anche per sbloccare l’iter di procedimenti per il rilascio di concessioni e autorizzazioni edilizie, prima lento e difficile, poi, una volta che gli imprenditori avevano compreso la “necessità” di corrispondere utilità al sindaco, miracolosamente efficiente. È il caso dei 7mila euro che sarebbero stati corrisposti nel novembre 2012 a Luca Claudio, come prima tranche della somma richiesta di 60mila come contropartita per agevolare il rilascio di alcune autorizzazioni per cantieri edili; ma anche dei 25mila euro per velocizzare una concessione edilizia per la costruzione di una palazzina, sempre ad Abano. In una circostanza, invece, per imprimere uno sprint alle pratiche relative al cambio di destinazione d’uso da commerciale a residenziale di alcuni immobili a Montegrotto, il sindaco Claudio avrebbe indotto due imprenditori a cedergli un appartamento al prezzo di 65mila euro, pari alla metà del valore di mercato.

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I GRANDI APPALTI. Diverso il discorso per i grandi appalti, in cui cambia, oltre al rapporto tra pubblico amministratore e imprenditore, anche la modalità di erogazione dell’utilità. Non più contante, ma pagamento di fatture per consulenza (di fatto non resa), emesse da società che sarebbero gestite di fatto da Claudio, come la Rls srl, legalmente rappresentata da Massimo Trevisan, finito ai domiciliari con l’accusa di riciclaggio. Ad esempio, per l’appalto per il servizio di riqualificazione energetica degli edifici comunali di Montegrotto Terme e di adeguamento degli impianti di illuminazione pubblica, del valore di oltre 15 milioni di euro e della durata di 15 anni, Luca Claudio avrebbe ricevuto indebitamente 174mila euro, mascherandoli come pagamento di prestazioni professionali giustificate con l’emissione di fatture della Rls. Per questa operazione è finito agli arresti domiciliari l’imprenditore Saverio Guerrato, legale rappresentante dell'omonima spa, aggiudicataria dell’appalto in Ati con la romana Marco Polo spa. O ancora, il recente affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria strade e piazze, compresa la segnaletica, da parte del comune di Abano Terme, in relazione al quale Claudio avrebbe ricevuto dall’imprenditore Luciano Pistorello (ai domiciliari), legale rappresentante dell'omonima spa, a più riprese la somma di 50mila euro, giustificata sempre dal pagamento delle fatture della Rls srl.

LA FINANZA ARRESTA CLAUDIO, IL VIDEO:

CLAUDIO VERSO IL CARCERE: "SONO INNOCENTE", IL VIDEO:

APPALTI "SPORCHI", IL VIDEO:

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