Cronaca Arzergrande

Meriem, partita per combattere nell'Isis: potrebbe essere stata lapidata per adulterio

Ad ipotizzarlo un articolo apparso su "Il Giornale" che prova a ricostruire dove siano finite le italiane che si sono arruolate nello stato islamico e diventate le "mogli dell'Isis"

Potrebbe essere stata lapidata a morte dalla polizia religiosa vicino alla moschea Al Nour a Raqqa in Sira, Merem Rehaily, la giovane di origine marocchina cresciuta ad Arzergrande. La donna si è arruolata nel califfato insieme alla sorella Rim. A ipotizzarlo è il Giornale diretto da Alessandro Sallusti in un suo articolo.

LA VICENDA. Finora non c’è alcun riscontro nelle investigazioni, con la procura anti terrorismo di Venezia che ha già classificato la giovane come foreign fighter per lo Stato Islamico. Il prossimo settembre infatti andrà in scena la prima udienza del processo a carico della donna sparita dal 2015. Nell’articolo, si parla delle testimonianze raccolte di mogli dei mujaheddin, arresesi insieme ai mariti ai curdi. Tra i tanti nomi che vengono fatti si parla di una donna partita da Treviso, di un’altra italiana jihadista partita da Lecco e di una donna milanese. Poi si racconta di una giovane lapidata per adulterio. Si tratta di un’italiana che sarebbe uscita di nascosto la notte per vedersi con un ragazzo. La polizia religiosa l’avrebbe fermata e dopo una confessione, sarebbe stata uccisa con la lapidazione vicino alla moschea di Al Nour.

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