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«Non si può pensare che a Padova vengano inceneriti i rifiuti di mezzo Veneto»: l'accusa

A lanciarla è Elena Ostanel (Il Veneto che Vogliamo): «Una seria programmazione regionale dovrebbe prevedere una diminuzione dei rifiuti complessivamente inceneriti nell’impianto di Padova, avendo anche presente che sorge a pochi chilometri dal sito che ospiterà il nuovo polo ospedaliero»

«L’attuale Piano regionale digestione dei rifiuti urbani e speciali è in scadenza e all’orizzonte non ne vediamo uno nuovo. Prima di parlare di nuovi progetti di incenerimento servedotare la nostra Regione di una pianificazione adeguata, evitando di lasciare icittadini e i Comuni veneti in balia delle iniziative delle imprese chegestiscono i rifiuti»: lo afferma la Consigliera regionale Elena Ostanel (il Veneto che Vogliamo).

Inceneritore

Aggiunge Ostanel: «Si inserisce in questo contesto la proposta progettuale recentemente presentata in Regione Veneto da HestAmbiente s.r.l.(Gruppo HERA S.p.A.) che prevede di costruire a Padova una nuova Linea di incenerimento in sostituzione delle più vecchie Linee 1 e 2, determinando un potenziale aumento della quantità di rifiuti bruciati annualmente rispetto alle attuali 160-170.000t di rifiuti/anno. Faccio presente che un aumento dei quantitativi di rifiuti inviati ad incenerimento significa, oltre a risorse sottratte al riciclaggio e alla tanto decantata “economia circolare”, una maggiore quantità di fumi emessi dai camini dell’impianto, dentro i quali ci sono inquinanti come per es. diossine, furani, PCB che tendono a manifestare i loro effetti sull’organismo nel medio-lungo termine, determinando problemi di tossicità cronica (bioaccumulo). E parliamo di un impianto, come l’inceneritore di Padova, i cui fumi insistono sulla città e sui territori limitrofi da decenni, anche in epoche in cui la depurazione fumi non era così evoluta. Nel 2019 l’intera provincia di Padova ha prodotto meno di 130.000 tonnellate di rifiuti urbani residui. Mi sembra evidente che l’inceneritore di Padova già oggi ha una potenzialità sovradimensionata rispetto al rifiuto urbano e assimilabile prodotto in tutta la provincia di Padova, specie considerando il continuo progredire della raccolta differenziata, come sta avvenendo nel Comune di Padova. Tra l’altro la normativa prevede il 'principio di autosufficienza e prossimità territoriale' secondo il quale lo smaltimento dei rifiuti 'deve avvenire in uno degli impianti vicini ai luoghi di produzione o raccolta, al fine di ridurre i movimenti dei rifiuti stessi’». 

Interrogazione

Conclude Elena Ostanel: «Non si può pensare che a Padova vengano inceneriti i rifiuti di mezzo Veneto. Una seria programmazione regionale dovrebbe quindi prevedere una diminuzione dei rifiuti complessivamente inceneriti nell’impianto di Padova, avendo anche presente che sorge a pochi chilometri dal sito che ospiterà il nuovo polo ospedaliero. E anche HERA S.p.A., che teoricamente dovrebbe essere ancora sotto il controllo pubblico, non può non condividere che la salute deve venire prima degli utili per gli azionisti. Per questo ho chiesto con un’interrogazione al Presidente della Giunta Regionale e all’Assessore all’ambiente Gianpaolo Bottacin se e quando intendano procedere all’elaborazione di un nuovo Piano rifiuti. E se nel frattempo, in mancanza di una pianificazione adeguata, intendano dare corso aquesta proposta progettuale o invece, come auspico, ‘congelare' tutto in attesa che sia chiaro qual è la strategia complessiva di gestione rifiuti del Veneto peri prossimi anni. Le recenti approvazioni del progetto di incenerimento a Fusina e di ampliamento della discarica di Sant’Urbano stanno a dimostrare che laRegione non pianifica la gestione dei rifiuti, con conseguenze che pagheremo rispetto alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini veneti».

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