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Venturini: «La Regione intervenga in soccorso degli insegnanti che rischiano il posto»

La consigliera regionale in difesa delle insegnanti che per colpa del covid hanno saltato il concorso per un posto di ruolo. Hanno tutte superato la prova suppletiva ma dopo un ricorso al Tar ora rischiano

Una vicenda che coinvolge anche otto insegnanti venete e padovane e per la quale la consigliera regionale, Elisa Venturini, ha «presentato una mozione alla Giunta regionale per chiedere di attivarsi verso il Ministero dell’Università e della Ricerca perché la recente sentenza del Tar del Lazio rischia di mettere in discussione le graduatorie che hanno permesso l’assunzione in ruolo di diversi insegnanti attualmente impegnati nelle scuole dell’infanzia e primarie anche in Veneto».

La capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, interviene in merito alla sentenza del Tar che rischia di mettere a soqquadro la situazione degli insegnanti delle scuole primarie e dell’infanzia. «Cosa è successo in sostanza? Nel 2020 il Ministero ha indetto un bando per un concorso pubblico per l’immissione  in ruolo di migliaia di docenti; questo bando ha vissuto un iter particolarmente travagliato in quanto, a causa del diffondersi della pandemia Sars Covid 19, le prove scritte sono state indette nel dicembre 2021 e, in piena recrudescenza della pandemia, molti docenti sono stati impossibilitati a partecipare a causa delle restrizioni imposte per  il contenimento della stessa, per mancanza di green pass valido o con obbligo giuridico di quarantena. Coloro che non avevano potuto partecipare alle prove a causa degli impedimenti connessi alla pandemia – spiega Venturini - hanno richiesto la calendarizzazione di prove suppletive e il TAR del Lazio ha invitato il MIUR a indire prove suppletive per questi concorrenti. Le prove sono poi state svolte e da lì è nata la graduatoria da cui sono nate le immissioni in ruolo dei concorrenti arrivati in posizione utile. In occasione del primo ricorso però, il MIUR, aveva impugnato la sentenza davanti al Tar che, dopo aver respinto l’istanza cautelare, ha però dato ragione nel merito al Ministero stabilendo, in sostanza, che le prove supplettive non dovevano essere indette perché l’interesse della speditezza del concorso pubblico è superiore agli impedimenti individuali dei partecipanti, sia pure per causa di forza maggiore. Questo rischia di mettere in discussione le graduatorie utilizzate per coprire i posti di docenti e di conseguenza di mettere a repentaglio la continuità didattica dei nostri ragazzi».

Infine una riflessione: «Anche considerando che, non appena verrà introdotta l’autonomia differenziata, la materia dell’Istruzione verrà delegata alle Regioni, credo sia necessario chiedere un particolare interessamento al MIUR per non pregiudicare a livello regionale il regolare svolgimento dell’attività di insegnamento nelle Scuole dell’Infanzia e Primarie», conclude Venturini.

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