Mercoledì, 23 Giugno 2021
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I padovani sono sensibili al tema degli sprechi alimentari: lo studio di Reale Mutua

Un problema moderno che non a caso gli abitanti di Padova cercano di risolvere anche con le nuove tecnologie: uno su tre (33%) infatti si dice interessato ad app che permettono, ad esempio, di comprare a prezzi inferiori prodotti agroalimentari invenduti, o imperfetti o prossimi alla scadenza, e un ulteriore 27% ha già avuto esperienza di questi strumenti

Negli ultimi anni è aumentata la sensibilità verso gli sprechi alimentari. Un problema moderno che non a caso gli abitanti di Padova cercano di risolvere anche con le nuove tecnologie: uno su tre (33%) infatti si dice interessato ad app che permettono, ad esempio, di comprare a prezzi inferiori prodotti agroalimentari invenduti, o imperfetti o prossimi alla scadenza, e un ulteriore 27% ha già avuto esperienza di questi strumenti. Lo evidenzia l’ultima ricerca dell’Osservatorio Reale Mutua dedicato all’agricoltura e alle abitudini d’acquisto. Un dato importante, che sottolinea una sensibilità verso cui anche la pandemia di Covid-19 può aver contribuito.

Lo studio

Oltre alle app, i padovani cercano di limitare gli sprechi anche con metodi più tradizionali: il 65% dichiara di controllare sempre le scadenze dei prodotti agroalimentari, il 53% investe tempo per fare dettagliate liste della spesa così da comprare solo il necessario e oltre uno su quattro (29%) fa più volte la spesa in settimana per evitare di accumulare troppi prodotti in casa. Anche per quanto riguarda la conservazione degli alimenti, i padovani usano strategie semplici ma efficaci, come conservare e, quando possibile, congelare il cibo che non si consuma subito (24%). Una coscienza, questa, che abbraccia anche i prodotti “meno belli” a vedersi: ben il 35% non trova problemi nell’acquistare di norma prodotti dell’agricoltura con piccole imperfezioni, come frutta e verdura con ammaccature o dimensioni diverse da quelle tradizionali. Anzi: per quasi uno su cinque (18%), i consumatori sono oggi troppo esigenti nel volere solo prodotti perfetti. Ma l’attenzione alla sostenibilità è una “richiesta” che i consumatori fanno alle stesse aziende, tanto che quasi uno su due (45%) tende a premiare nei suoi acquisti quelle che si mostrano più sensibili. Perché oggi le imprese, confermano gli abitanti di Padova, hanno una grande responsabilità verso l’ecosistema ambientale e sociale. Ma in che modo possono fare la propria parte? Secondo il 49% potrebbero trovare canali di vendita dedicati per i prodotti imperfetti per ridurre gli sprechi e una quota analoga ritiene che sia importante che i produttori ottimizzino l’uso di risorse energetiche e idriche. Il 33% vede nelle campagne di sensibilizzazione rivolte al grande pubblico l’attività più importante e un ulteriore 20% pensa a iniziative che coinvolgano produttori e associazioni a sostegno dei meno abbienti, coniugando così la lotta allo spreco all’aiuto dei più deboli. «Gli italiani tradizionalmente hanno una grande cultura del cibo che, come mostrano i risultati del nostro Osservatorio, si combina con la crescente sensibilità verso la sostenibilità ambientale e sociale. Un binomio, quello tra qualità e sostenibilità, che rappresenta il presente e il futuro di un settore fondamentale per il nostro Paese come quello dell’agricoltura - commenta Michele Quaglia, Direttore Commerciale e Brand di Gruppo - Noi di Reale Mutua insieme ai nostri Agenti siamo da sempre vicini al comparto con le nostre soluzioni assicurative e affianchiamo le aziende anche nel gestire i nuovi rischi e le nuove sfide all’orizzonte. Lo sviluppo sostenibile è sicuramente una di queste e in quest’ottica rientra AGRIcoltura100, il progetto che conduciamo insieme a Confagricoltura per promuovere la cultura ESG, premiare le imprese agricole più innovative e sostenibili e valorizzare il ruolo dell’agricoltura nel rilancio del Paese dalla pandemia».

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