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Sicurezza sul lavoro, sindacati in piazza con sciopero e corteo: «Siamo in guerra»

A fronte di un numero di morti sul lavoro in costante aumento, le organizzazioni sindacali si preparano a uno sciopero e una manifestazione per le strade della città

«Morire sul lavoro è e dev’essere per tutti immorale e inaccettabile» così esordisce il comunicato diramato da Fim, Fiom, e Uilm in preparazione al corteo che il 28 marzo sfilerà per le vie di Padova partendo dal tribunale e proseguendo per via Venezia, via Trieste, corso del Popolo, via Zabarella e via VIII Febbraio per giungere in piazza Garibaldi. Una manifestazione unitaria in concomitanza con lo sciopero di otto ore indetto dalle sigle sindacali.

Volantinaggio in tutte le zone industriali

Da inizio anno, in 78 giorni, in Italia si sono registrate 132 morti sul lavoro, quasi due al giorno. Un dato allarmante aggravato «dall'indifferenza del governo e di gran parte dell'opinione pubblica» secondo i sindacati dei metalmeccanici per i quali «É inaccettabile morire mentre si è al lavoro a prescindere dall’età, dalla formazione e dal tipo di contratto». Per questo è nata la mobilitazione che da inizio marzo ha messo in campo una serie di assemblee e campagne di volantinaggio dal titolo “O ti fermi o muori” per informare tutti i lavoratori. Ieri si sono toccate le zone industriali di Bagnoli e Conselve, oggi tocca a Piove di Sacco, Legnaro, Ponte San Nicolò, Brugine, Rubano, Mestrino, Veggiano, Cervarese e Teolo. Nei prossimi giorni saranno invece interessati Borgoricco, Loreggia, Limena e Cittadella (20 marzo), poi ancora Campodarsego e Albignasego (21 marzo), Vigonza, Camposampiero, Campodarsego e Borgoricco (22 marzo) per finire il 26 nelle zone industriali di Padova, Camin e Monselice.

Al lavoro per cambiare le cose

Netta la presa di posizione dei sindacati attraverso i tre segretari generali della provincia: «Siamo in guerra e per questo i metalmeccanici si stanno attrezzando. Non ci adeguiamo e stiamo lavorando affinché questa manifestazione che lasci il segno e possa essere un punto di partenza per un nuovo modo di fare impresa compatibile con le persone, ma anche con l’ambiente».

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